Vedo, sento, tocco... ci sono

Il progetto, predisposto dagli operatori della Casa di Riposo Pariani in collaborazione con l'associazione di volontariato A.V.A.P. (Associazione Volontari Amici del Pariani) è stato presentato ad un bando di concorso della Provincia di Novara che l'ha ritenuto meritevole di finanziamento.

Tale proposta prende avvio da alcune considerazioni. La demenza senile e la malattia di Alzheimer producono gravi deterioramenti degli aspetti cognitivi e di conseguenza comportamentali. La terapia farmacologia per queste patologie non ha effetti risolutivi, ma in gran parte dei casi unicamente palliativi. Occorre ricorrere a pratiche terapeutiche e riabilitative al fine di coinvolgere il paziente, stimolandolo in modo adeguato, cercando di mantenere e riavviare il suo interesse con il mondo esterno e con gli altri. Ricerche recenti forniscono interessanti indicazioni in proposito, sottolineando che stimolazioni sensoriali permettono di migliorare la qualità della vita, oltre a rivitalizzare l'umore, ridurre l'aggressività e stimolare la memoria.

Attraverso il progetto "SENTO, VEDO, TOCCO ... CI SONO!" abbiamo ritenuto di potenziare le attività, già condotte in via sperimentale degli operatori della Casa di Riposo, rendendole continuative, ricche di materiali in un ambiente ripensato per le esigenze delle persone che ne usufruiscono.

I risultati attesi dal progetto sono:

  • Offrire agli Ospiti affetti da demenze gravi uno spazio fisico e temporale pensato per le loro esigenze: l'azione di cura e di tutela chiama in causa non soltanto le persone, ma anche i luoghi "abitati". Per tale ragione il salone e la cucina destinati agli utenti affetti da deterioramento cognitivo sono stati ritinteggiati utilizzando colori e materiali che stimolassero la sensorialità e dotati di arredi sicuri ed utili al progetto;
  • Offrire agli Ospiti affetti da demenze gravi occasioni per rivivere le loro esperienze passate, a partire dalle capacità residue di ciascuno;
  • Passare dalla occasionalità dell'intervento ad una strutturazione più precisa in cui gli Anziani possono ritrovare un'abitudine attiva a pensare e a fare;
  • Offrire al gruppo di volontari la possibilità di esercitare il loro ruolo in un progetto condiviso;
  • Favorire la circolarità delle informazioni e la collaborazione tra volontari, esperti e personale della struttura;

Il progetto si articola attraverso dei laboratori sui cinque sensi. Ogni laboratorio viene condotto da un esperto, mentre i volontari si occupano della relazione con l'Ospite, facendo da tramite tra loro e l'esperto, cercando di rendere accessibile e comprensibile la richiesta.

I laboratori sono i seguenti:

  • La musicoterapia (udito): gli approcci musicoterapici sono volti ad integrare funzioni cognitive, affettive, fisiche ed interpersonali, utilizzando tecniche attive e ricettive. Durante le sedute i pazienti cantano canzoni popolari, ascoltano musica dal vivo o registrata, danzano liberamente o vengono coinvolti in danze popolari molto semplici, accompagnano con strumenti a percussione brani musicali o canzoni.
  • La psicomotricità (movimento e corpo): attraverso l'uso del corpo in situazioni piacevoli di gioco e di danza/movimento si cerca di stimolare le capacità residue degli Ospiti, mentre attività motoria-cognitiva di mantenimento e svago viene destinata a quegli Anziani che abitualmente non usufruiscono del servizio fisioterapico che viene attivato solo per gli utenti affetti da patologie fisiche e neurologiche; durante l'attività psicomotoria, nella quale si lavora utilizzando anche altri oggetti psicomotori quali la palla, il bastone, i cerchi si cerca di migliorare l'equilibrio, la coordinazione oculo-manuale e oculo-motoria.
  • La vista: nel nostro percorso con gli ammalati di Alzheimer e demenza senile è strettamente collegata alla memoria. Perché non si tratta solo di guardare le cose che ci circondano o che ci vengono proposte, ma anche di riconoscerle e denominarle, a volte partendo da un particolare per arrivare al generale oppure da un'immagine per raccontarne l'utilizzo o la funzione.
  • I rapporti tattili: sono quelli generalmente meno presi in considerazione, anche se la pelle è l'organo sensoriale più esteso: in età avanzata essa diventa meno elastica e quindi meno sensibile. Pertanto anche qui vi è una doppia richiesta: da un lato un'organizzazione degli spazi e degli arredi con superfici soffici ed angoli arrotondati, in modo che tutto sia facilmente raggiungibile al tatto, evitando lo stress per l'impossibilità di arrivare a toccare determinate cose, dall'altro il laboratorio prevede l'utilizzo di materiali diversi da tastare, per gioco, ad occhi chiusi o con superfici diverse, o ancora utilizzando mani o piedi.
  • L' olfatto: è il più antico dei nostri sensi. Gli odori conosciuti e ritenuti piacevoli riducono lo stress e molti autori consigliano l'introduzione di piante e fiori profumati. La presenza del blocco cucina nella sala da pranzo permette la diffusione di odori domestici, favorendo il recupero dell'atmosfera casalinga. Inoltre sono previste attività specifiche sull'olfatto usando delle fotografie, delle immagini e dei materiale di recupero.
  • Il Gusto: il laboratorio si articola in tre parti:
    • acquisizione dei termini elementari sensoriali, con la scoperta dei sensi e la loro specializzazione. In questo modo si stabilisce un lessico comune fondamentale nella comunicazione durante il lavoro di scoperta e riconoscimento dei sensi;
    • analisi dei singoli alimenti dal punto della vista (forma, colori, dimensioni), del tatto, dell'olfatto (riconoscere gli odori) e del gusto (scoperta dei 4 sapori fondamentali, dolce - amaro - salato - acido);
    • combinazione degli alimenti attraverso la preparazione di ricette, osservando le variazioni di sapore con l'aggiunta di ingredienti e aromi. Studio dei componenti nutrizionali di una ricetta e di un menù.

 

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